SETTORE PUBBLICO

SETTORE PUBBLICO - ENTI LOCALI


Questa sezione è dedicata alle città, province, regioni del mondo che stanno utilizzando l’Agenda 2030 per definire le strategie e politiche locali.

-*-

1. Regione Veneto (Italia)

Re-immaginare l’agricoltura in chiave sostenibile: il vertical farming

Una buona pratica proveniente dalla Regione Veneto riguarda una iniziativa spontanea del territorio volta a re-immaginare l’agricoltura in chiave sostenibile. Considerata la progressiva perdita di terreno coltivabile riscontrata a livello globale ( -33% negli ultimi 40 anni) a causa dell’urbanizzazione, dei cambiamenti climatici che provocano anche scarsità di acqua, da cui dipende il settore agricolo, e il pesante utilizzo di pesticidi, la tecnica del vertical farming (VF) potrebbe risultare rivoluzionaria nel dare risposte alle principali emergenze ambientali. Si tratta di un sistema di economia circolare in forte crescita, che ha già raggiunto i 2,5 trilioni di dollari di investimenti a livello internazionale e sembra destinato a crescere. Nel VF l'intero processo di coltivazione avviene indoor, senza l’utilizzo di terra e acqua, e su più livelli per ottimizzare glispazi. I vantaggi rispetto all’agricoltura tradizione sono numerosi: il prodotto finale è migliore perché non vengono utilizzati pesticidi e i fertilizzanti sono notevolmente ridotti, l’impatto ambientale è minimo, così come l’utilizzo di acqua, e le piante vengono coltivate in un ambiente pulito e controllato senza contaminazioni del terreno e nutrite con combinazione di micro e macro nutrienti che normalmente troverebbero in natura. Inoltre, con una logistica corta il prodotto può essere consumato anche appena raccolto e la tracciabilità è totale.

Il VF riduce il consumo di suolo, non immette agenti inquinanti nell’ambiente e permette predicibilità ed efficienza della produzione eliminando gli sprechi. Nonostante i numerosi vantaggi, ad oggi il VF è poco diffuso perché è molto costoso da costruire e difficile da gestire. La sfida è di renderlo sostenibile per applicazioni su larga scala e ciò si sta affermando in Veneto dopo anni di ricerca e sviluppo con competenze avanzate in economia, ingegneria e nel digitale.

La Regione Veneto è il luogo ideale per lo sviluppo di un settore di questa tipologia perché sul territorio sono presenti le competenze, gli spazi e l’energia verde (il 44% dell'energia prodotta nel Veneto proviene da fonti rinnovabili). Infatti, gruppi di imprese venete hanno già realizzato un sistema sostenibile di costruzione del VF adottando una logica modulare e gestita in tempo reale dall'intelligenza artificiale, raccogliendo e vincendo la sfida.
Il VF può effettivamente incidere su un territorio creando valore aggiunto diretto e per l'indotto perché nasce su impulso del mondo produttivo veneto ma può diventare una policy che la Regione Veneto potrà riconoscere nella propria Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. Questa buona pratica impatta sulla dimensione economica della sostenibilità e genera benefici ai fini degli Obiettivi di viluppo dell’Agenda 2030. In particolare, il VF inciderebbe su 6 SDGs: Goal 2 (sana alimentazione), Goal 6 (risparmio di risorse idriche), Goal 8 (lavoro di qualità), Goal 9 (innovazione industriale), Goal 11 (rigenerazione urbana) e Goal 12 (economia circolare).

 

-*-

2. Regione Emilia-Romagna (Italia)

Gli SDGs e il territorio: tre policies regionali

Le tre principali buone pratiche selezionate riguardano scelte strategiche a cui l’Amministrazione regionale ha voluto dare avvio all’inizio del proprio mandato nel 2014. Si tratta di azioni di carattere istituzionale che impattano sulla dimensione ambientale della sostenibilità ed incidono sull’ SDG 12.
La legge sull'economia circolare ( Legge Regionale n. 16/2015 Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31) è stata varata prima dell'adozione del pacchetto europeo, e lavora su diverse linee di indirizzo: una buona gestione del ciclo integrato dei rifiuti, con l’obiettivo di indirizzarla verso la massimizzazione del riciclo e del riuso (l’obiettivo è raggiungere il 73% di raccolta differenziata entro il 2020. Al 2018 era al 68% e i dati del 2019 che saranno disponibili a breve segnalano un incremento oltre il 70%), incentivando i comuni al raggiungimento degli obiettivi tramite risorse regionali pari a circa 5 milioni all'anno; l'obbligo al 2020 della tariffazione puntuale, che sarà la misura più potente di prevenzione della produzione dei rifiuti; la creazione di un percorso partecipativo; l’istituzione di un forum permanente per l'economia circolare e di un forum per lo sviluppo sostenibile; la stipula di accordi di filiera col sistema imprenditoriale e l’organizzazione di attività di informazione ed educazione alla sostenibilità.

La Regione Emilia ha inoltre introdotto una nuova legge urbanistica che prevede il saldo zero consumo di suolo (Legge Regionale n. 24/2017 Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio), una grande strategia che deve essere normata anche a livello nazionale, essendo oggi assente sia una legge europea sullo stop di consumo di suolo, sia di una legge nazionale. È stata dunque avviata una stagione green di pianificazione per le competenze regionali che non è ancora riportata negli indicatori ISTAT ma che mira ad implementare tutti i 17 goal dell'Agenda 2030.

Infine, sono state implementate una serie di azioni che riguardano la mobilità sostenibile. In primo luogo, la Regione Emilia-Romagna ha reso gratuito il trasporto pubblico per tutti gli abbonati ferroviari nella città di partenza e di arrivo, per favorire il massimo utilizzo della mobilità integrata. Secondariamente, verranno posizionate su tutto il territorio regionale 2000 colonnine di ricarica elettrica entro il 2020. Verrà incentivata la mobilità ciclabile (+20%) e si sta provvedendo al ricambio della flotta dei mezzi di trasporto pubblico locale e aumentando il trasporto integrato delle merci su ferrovia.

Per la Strategia sull'Adattamento e Mitigazione al Cambiamento Climatico è stato utilizzato un approccio multidisciplinare ed integrato composto da 250 azioni messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna allo scopo di avviare un percorso di consapevolezza e rafforzamento delle politiche regionali per la mitigazione e l’adattamento. (https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/cambiamenti-climatici/temi/la-regione-per-il-clima/strategia-regionale-per-i-cambiamenti-climatici/la-regione-per-il-clima-la-strategia-di-mitigazione-e-adattamento-per-i-cambiamenti-climatici)

 

-*-

3. Comune di Capaci (Palermo, Italia)

Gli SDGs come mandato di governo

Capaci sta diventando una “Città cardioprotetta” attraverso diverse iniziative tra di loro collegate: la creazione di una rete di cinque defibrillatori in tutta l'area municipale e l’organizzazione di formazione per gli operatori. Inoltre, è stato introdotto il divieto di fumo sull’intera costa del Comune di Capaci raggiungendo il divieto di fumo totale, a vantaggio di adulti e bambini che frequentano le spiagge. Queste azioni impatto sull’obiettivo 3 dell’Agenda 2030 e hanno incontrato il favore della cittadinanza.
La sottoscrizione della Carta europea per l'uguaglianza tra uomini e donne nella vita locale rappresenta la seconda buona pratica sperimentata nel Comune di Capaci e uno dei primi atti dell’attuale giunta comunale. 

È stata inoltre raggiunta l'uguaglianza di genere nel Consiglio Comunale, dove a breve verrà discusso il piano d’azione volto ad eliminare le disparità di genere con l’obiettivo di arrivare ad avere un bilancio di genere. Il Comune si è inoltre dotato di una Consulta delle donne, la cui opinione è necessaria (anche se non vincolante) per qualsiasi risoluzione comunale che preveda spese da parte del Comune.
La terza buona pratica illustrata riguarda la riconversione dell’illuminazione pubblica a LED in tutto il Comune. Tale intervento è coerente con quanto previsto dall’obiettivo 7 dell’Agenda 2030.
Capaci è diventato un comune plastic free. Sono state vietate stoviglie in plastica e usa e getta in tutti gli esercizi commerciali del paese. Tale intervento incide sull’SDG 15.
Infine, sono state adottate due importanti risoluzioni: una riguardante la salvaguardia della macchia mediterranea e l’altra volta a proteggere l’habitat naturale delle api siciliane. Entrambe impattano sull’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 (vita sulla terra).

 

-*-

4. Comune di Verona, (Italia)

Interventi di cittadinanza attiva

Nel 2016 il Comune di Verona ha lanciato una call pubblica invitando i cittadini ad individuare il significato di sussidiarietà e proporre all’amministrazione temi sui quali la collaborazione tra la cittadinanza e l’amministrazione poteva essere efficace. Ne è scaturito un Regolamento per l'attuazione della sussidiarietà orizzontale mediante interventi di cittadinanza attiva attraverso il quale sono stati siglati 25 patti di collaborazione su beni materiali e immateriali. Tra le esperienze più significative si segnalano due iniziative realizzate con ragazzi dai 14 ai 19 anni: la prima ha riguardato una mappatura del verde cittadino messa successivamente a disposizione dell’intera cittadinanza tramite un’applicazione realizzata dall’Università,

 mentre la seconda ha coinvolto i giovani in piccoli interventi di manutenzione di spazi pubblici inutilizzati. In entrambi i casi i giovani hanno avuto la possibilità di mettersi a disposizione della comunità e sperimentare un importante insegnamento di cittadinanza. Il regolamento è nato da una esperienza di partecipazione attiva, grazie al forte tessuto associativo del territorio che ha risposto in modo molto positivo alla chiamata pubblica, e si è sviluppato in un percorso pubblico. La metodologia utilizzata è stata molto rigorosa: ciascun patto è stato pubblicato e contiene gli obiettivi, la durata e le risorse stanziate e prevede una rendicontazione puntale che permette di valutare l’impatto generato sul territorio. L’introduzione del regolamento incide sull’SDG 16, mentre gli interventi di promozione del contesto paesaggistico e la valorizzazione di spazi pubblici tramite interventi di rigenerazione urbana impattano sull’SDG 11.

 

-*-

5. Comune di Nguemelendouka, Cameroon

Gli SDGs e le attività di sensibilizzazione e formazione

Il Comune ha iniziato a collaborare con le associazioni della società civile e il sistema delle Nazioni Unite per sviluppare attività di formazione e sensibilizzazione del personale del comune rispetto agli SDGs e ha istituito presidi riguardanti gli obiettivi di sviluppo per gli studenti delle scuole superiori. Il sindaco ha partecipato a numerose iniziative organizzate in Camerun e riguardanti l’Agenda 2030 ed è stato organizzato un workshop di restituzione dei risultati delle politiche attuate.
Come azione specifica di contrasto alla malnutrizione, il Comune di Nguemelendouka ha investito 2 milioni di franchi (10.000,00 euro) in attività di sensibilizzazione sul tema e di formazione all’allattamento per le donne. 

Inoltre, sono stati installati orti all’interno delle scuole per favorire una corretta nutrizione rispettando al tempo stesso l’ambiente (ed evitando la deforestazione).

Per quanto riguarda il rimboschimento, sono state istituite quote municipali per far fronte alla crisi climatica e alla deforestazione. Nguemelendouka è anche il primo comune del Camerun ad aver installato l'illuminazione pubblica e l’elettrificazione domestica basata sull’ energia sostenibile ed il primo ad aver commerciato l’utilizzo dell’energia solare.
Sono state ripristinate le induzioni idriche per migliorare la qualità dell'acqua all'interno del Comune e ultimamente il sindaco ha lavorato alla pianificazione urbana della città in collaborazione con UN-HABITAT seguendo i criteri della nuova agenda di pianificazione urbana per cercare di rendere Nguemelendouka la città la più resiliente del Camerun.

 

-*-

6. Comune di Cascais, (Distretto di Lisbona, Portogallo)

Il bilancio partecipativo e il piano comunale per l’adattamento ai cambiamenti climatici 

Cascais ha pensato a diversi strumenti, anche digitali, per favorire la partecipazione dei cittadini: in primo luogo il bilancio partecipativo, introdotto da oltre dieci anni, è ad oggi il più grande d’Europa per capitale. Il Comune di Cascais investe oltre il 16% del proprio budget in questa attività e segue ogni fase del processo di coinvolgimento dei cittadini: gli incontri e le consultazioni, la raccolta delle proposte e infine la votazione dei progetti migliori, che vengono successivamente realizzati insieme al Consiglio.
La seconda buona pratica riguarda l’approccio bottom up utilizzato per redigere il piano comunale per l'adattamento ai cambiamenti climatici: sono state coinvolte 45 persone, dai membri dello staff del consiglio, agli stakeholder esterni ed è stato redatto un piano d’azione operativo. Ogni tre mesi le parti interessate si riuniscono e agli incontri partecipa anche il sindaco di Cascais. Ad oggi, sono state già realizzate il 50% delle misure esistenti.

Questi due esempi virtuosi di creazione di politiche pubbliche partecipate e di coinvolgimento della cittadinanza non sono stati semplici da implementare ma hanno permesso di cambiare il mindset e la modalità di lavoro delle persone, hanno favorito il senso di appartenenza e posto obiettivi comuni.

Per Cascais, l'Agenda 2030 sta diventando un catalizzatore per il cambiamento ed un collante per la società. Sebbene l’approccio di prossimità nei confronti della cittadinanza è precedente l’introduzione dell’Agenda, dal 2015 in poi è più semplice mettere in relazione i diversi soggetti del territorio (il Consiglio comunale, i cittadini, il governo locale e i funzionari pubblici). Il coinvolgimento della società civile nel suo complesso è totale: a partire dalle attività di formazione sugli SDGs per i dipendenti pubblici, sino alla somministrazione di questionari e l’organizzazione di focus group che in una seconda fase di implementazione dell’agenda verranno organizzati per coinvolgere la cittadinanza.

Verrà inoltre avviata una task force composta da persone provenienti dal Consiglio, dall’università e da altri settori esterni alla politica e all’amministrazione.

 

-*-

7. Comune di Nicosia, (Cipro)

Interventi su SDGs prioritari

l Comune di Nicosia ha adottato gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 nel dicembre 2018 e sta implementando un piano d'azione focalizzato su 3 SDGs specifici considerati prioritari perché in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini e del territorio: Goal 1 Povertà, Goal 8 Lavoro dignitoso e crescita economica e Goal 11 Città e comunità sostenibili. Tali obiettivi sono stati collegati ai programmi già in atto allo scopo di promuovere uno sforzo collettivo e condiviso e rendere la cittadinanza consapevole delle opportunità offerte dall'Agenda 2030. Al fine di soddisfare questo prerequisito, sono stati identificati alcuni progetti esistenti e categorizzati in base agli SDGs di riferimento.
Relativamente all’Obiettivo 1 (povertà) sono stati individuati programmi già in corso presso il centro multifunzionale di Nicosia. Il programma prevede l’erogazione di assistenza agli anziani e alle persone a basso reddito, scuole materne per i figli dei migranti in cerca di lavoro, attività di empowerment e sviluppo di abilità sociali per i cittadini di paesi terzi allo scopo di favorire l’integrazione e facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro. Il Centro polifunzionale offre anche supporto per garantire la medesima inclusione lavorativa di uomini, donne e gruppi vulnerabili, quali migranti e famiglie svantaggiate.

L’ SDG 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), viene interpretato dal Comune di Nicosia attraverso il progetto RISE - Centro di ricerca in Media Smart System interattivi e tecnologie emergenti. L'obiettivo principale del progetto, che opera in sinergia con l’obiettivo 8, è quello di creare un Centro di eccellenza sostenibile autofinanziato sulla ricerca e l'innovazione mirato a valorizzare le tecnologie emergenti e le nuove aree di ricerca.

L’obiettivo secondario è creare un numero sostenibile di offerte di lavoro nel centro storico della città di Nicosia e quindi stimolare l'imprenditorialità e la crescita economica. Il progetto si trova al momento in una fase iniziale dai risvolti già positivi. Il progetto interamente gestito dal comune in collaborazione con le tre università statali di Cipro, il college UCL della London Computer Science University e il Max Planck Institute for Informatics (MPI). Il progetto è iniziato nel novembre 2017, ha un budget di 55 milioni ed è finanziato dalla Commissione europea e dalla Repubblica di Cipro. Il Centro RISE ha 16 gruppi di ricerca con un totale di 60 persone impiegate - sia ricercatori che personale amministrativo - e vi è cooperazione sia con società cipriote che internazionali che sono già state sviluppate.

 

-*-

8. Comunità autónoma della Catalogna (Spagna)

Il nuovo piano di cooperazione allo sviluppo

La localizzazione degli SDGs presenta una sfida fondamentale: fare in modo che l’implementazione dell’Agenda 2030 sia in grado di generare un cambiamento concreto sulle politiche e ottenere il supporto politico necessario per realizzarle. Si tratta di un esercizio più complesso di quello che caratterizzava i Millenium Development Goals e, considerate le difficoltà nel raccogliere un vasto consenso, in Catalogna si è cercato di focalizzare l’impegno su un singolo intervento: l’introduzione di un nuovo piano di cooperazione allo sviluppo. Affinchè gli SDGs siano efficaci, è fondamentale considerarli delle opportunità e non degli obblighi, e coinvolgere gli stakeholder che, a loro volta, ne condividono l’interesse.
Nel caso specifico, i due principali stakeholder coinvolti sono stati: un’impresa che lavora sulle nuove tecnologie e che puo’ dare un contributo molto importante alla localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l'Università della Conoscenza, 

che considera gli SDGs come una possibilità per presentare il proprio ruolo nella società non solo come centro per l'istruzione secondaria o superiore, ma anche come punto di riferimento per la creazione di opportunità tra persone, imprese e mondo della ricerca.

Le ONG, da sempre interlocutori del governo regionale per quanto riguarda le politiche di sviluppo, si sono rivelate riluttanti a dialogare con gli altri stakeholder e gelose del rapporto che si stava instaurando con altri soggetti del sistema territoriale.
In Catalogna, il dialogo interno (con i principali stakeholder del territorio), è prioritario rispetto al dialogo intergovernativo e multilivello con il governo centrale, anche perché la coerenza delle politiche per lo sviluppo è un elemento fondamentale per l’implementazione degli SDGs. Gli interventi di politica commerciale o la politica sull’immigrazione dovrebbero essere coerenti con la politica di sviluppo. Tuttavia, in questo nuovo mondo globalizzato anche la politica interna ha un impatto sullo sviluppo sostenibile in patria e all'estero. Avendo maturato una competenza in materia di politiche per lo sviluppo, riconosciuta anche dal governo spagnolo, la Catalogna ha avviato una nuova modalità di dialogo con il resto del governo centrale.

 

-*-

9. Comune di Barcarena (Belém, Brasile)

Capacity building e governance a livello locale

A Barcarena il percorso di integrazione dell’Agenda 2030 nella pianificazione locale ha coinvolto in prima persona il sindaco Antonio Carlos Vilaça, ma è la pubblica amministrazione nel suo complesso ad aver intuito la portata innovativa degli SDGs. Le attività di coinvolgimento della popolazione hanno riguardato diversi interventi: la realizzazione di audizioni pubbliche, durante le quali i cittadini hanno potuto indicare le priorità del territorio da affrontare e che la pubblica amministrazione ha cercato di soddisfare tramite l’elaborazione di politiche pubbliche dedicate, la traduzione in portoghese dei documenti delle Nazioni Unite, per favorire la disseminazione dei principi dell’Agenda 2030 e la messa a punto di curricula scolastici basati sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile e molti altri interventi. 

La città è stata interamente coinvolta in questo processo perché, come il sindaco ha più volte ribadito, “tutto deve essere allineato agli SDGs” al fine di ridurre i forti impatti sociali ed ambientali derivanti dalle attività portuali, minerarie ed industriali che insistono sul territorio di Barcarena.

Non da ultimo, è bene segnalare che grande attenzione è stata riservata al tema della trasparenza e del governo aperto: la popolazione puo’ accedere al bilancio del Comune e monitorare le modalità di spesa delle risorse pubbliche. Il governo locale di Barcarena sta compiendo un grande sforzo per posizionarsi con determinazione verso un nuovo modello di sviluppo, sostenibile ed inclusivo, senza ricevere concreto supporto da parte del Governo brasiliano (https://barcarena.pa.gov.br/agenda2030/index.html).

 

-*-

10. Comune di Bruges (Fiandre, Belgio)

La Città di Bruges si è dotata di una politica locale “globale”: le scelte assunte a livello locale vengono selezionate in funzione della solidarietà internazionale e dello sviluppo sostenibile. Per coinvolgere i cittadini affinché a loro volta si mobilitino per un mondo migliore, è necessario motivarli anche dal punto di vista emozionale.
Emozionare i cittadini per avvicinarli all’Agenda 2030
La strategia messa in campo si è basa su tre pilastri:
1. Cittadinanza globale e creazione di consapevolezza su tematiche di carattere internazionale (ad esempio il cambiamento climatico e la povertà);
2. Partenariati globali, collaborazione con altri partner su questioni globali, a Bruges e all’estero;
3. Politiche locali coerenti con le grandi questioni internazionali.
Relativamente al primo pilastro, cittadinanza globale, la priorità è stata quella di spiegare alle persone che cosa fossero gli SDG con modalità semplici ed interessanti per i cittadini. 

Al fine di stimolare l’interesse della cittadinanza nei confronti degli SDG, la Città di Bruges ha intrapreso tre iniziative concrete: sono stati coinvolti testimonial del mondo del calcio, è stato realizzato il “GPS city game “che permette ad abitanti e turisti di visitare la città e allo stesso tempo rispondere ad alcune domande su Bruges e la sostenibilità ed, infine, sono stati invitati stakeholder della società civile a condividere la loro esperienza con gli SDG.
Infine, l’Associazione di Comuni fiamminghi ha organizzato un momento per i comuni sostenibili, che a loro volta hanno selezionato i sindaci “eroi della sostenibilità”, volti locali che simboleggiano l’impegno dei comuni nei confronti dell’Agenda 2030.

Per quanto riguarda il pilastro 3, parternariati globali, la Città di Bruges sta sperimentando partnership con altre città del Camerun. In Belgio si produce molto cioccolato, realizzato con cacao che proviene anche dal Camerun quindi l’intento di questa partnership è quello di lavorare su una filiera del cacao più sostenibile.

 

-*-